L’operosa stagione di Pescara. Gli anni ’60

L’intensa attività scientifica e il gravoso lavoro di redazione della rivista non gli impediscono di mettere a frutto anche le sue eccezionali doti di operatore culturale. E’ solo grazie alla sua dedizione e ad un oscuro quanto insostituibile impegno organizzativo che può realizzarsi l’idea, a lungo vagheggiata con Ettore Paratore, di un grande simposio che per la prima volta riunisca, in Abruzzo e nell’amore per l’Abruzzo, le migliori intelligenze della cultura accademica italiana. Nei giorni 28, 29, 30 marzo 1967 si svolge così, nelle città di Pescara, L’Aquila, Sulmona e Chieti, il I Convegno Nazionale della Cultura Abruzzese, cui aderiscono, oltre alle autorità politiche e a insigni studiosi italiani e stranieri, molti illustri abruzzesi, residenti nelle varie città della regione o operanti fuori regione, tra i quali Raffaele Aurini, Luigi Barbara, Federico Caffè, Concezio Alicandri Ciufelli, Vittorio Clemente, Raffaele Colapietra, Giuseppe Cristini, Balbino Del Nunzio, Italo De Vincentiis, Luigi Di Benedetto, Raffaele Laporta, Mario Maione, Ezio Mattiocco, Lello Moccia, Nicola Occhiocupo, Giovanni Pischedda, Giuseppe Porto, Giuseppe Profeta, Francesco Sabatini, Pasquale Salvucci, Francesco Paolo Tinozzi, Giovanni Titta Rosa e molti altri. Alla sua instancabile opera, svolta con l’aiuto di pochissimi collaboratori e potendo contare su mezzi finanziari davvero esigui, si deve anche l’impeccabile organizzazione dei successivi Convegni della Cultura Abruzzese (dieci in tutto), che si svolgono in varie località della regione (spesso ospitando riunioni del prestigioso Circolo Linguistico Fiorentino, presieduto da Giacomo Devoto) e i cui Atti vengono puntualmente pubblicati sulla rivista “Abruzzo”.