Il progetto promosso dalla Fondazione Ernesto Giammarco nasce dall’esigenza urgente di salvaguardare, valorizzare e diffondere uno dei patrimoni linguistici più ricchi e meno accessibili d’Italia: il lessico storico e dialettale dell’Abruzzo e del Molise, raccolto e studiato in modo sistematico dal glottologo Ernesto Giammarco. I suoi lavori principali – il Dizionario Abruzzese-Molisano (DAM, in quattro volumi) e il Lessico Etimologico Abruzzese (LEA) – rappresentano non solo una pietra miliare per la dialettologia italiana, ma anche una risorsa preziosa per gli studi di linguistica storica, variazione linguistica e linguistica del contatto. Opere di questa portata rischiano oggi di essere relegate a un pubblico di specialisti o, peggio, di andare perdute per mancanza di strumenti di consultazione aggiornati.
Per rispondere a queste sfide, la Fondazione ha progettato un intervento articolato di digitalizzazione e valorizzazione del DAM e del LEA, articolato su tre fronti principali:
- Digitalizzazione intelligente del LEA e del DAM tramite tecnologia OCR e revisione linguistica specialistica;
- Creazione di una piattaforma web interattiva, integrata nel sito rinnovato della Fondazione, che permetta la consultazione avanzata dei lemmi con interfacce di ricerca, spiegazioni delle abbreviazioni e percorsi di esplorazione semantica ed etimologica;
- Sviluppo di una app educativa multimediale, chiamata AppLEA rivolta ai bambini e alle scuole primarie e secondarie, con un’interfaccia semplificata, immagini associate ai vocaboli dialettali e lettura vocale tramite sintetizzatore.
L’obiettivo non è solo conservativo ma fortemente proiettivo e didattico. Il dizionario digitale, reso liberamente accessibile online, sarà uno strumento utile a studiosi e ricercatori, ma anche alle comunità locali e ai tanti italiani all’estero che desiderano riscoprire le proprie radici. In parallelo, la app didattica mira a coinvolgere le nuove generazioni in un percorso di educazione linguistica e identitaria, proponendo un apprendimento ludico e coinvolgente che restituisca valore alla lingua dei nonni e bisnonni.
La dimensione collaborativa è elemento fondante del progetto. La Fondazione intende attivare una rete regionale di scuole, proponendo moduli educativi legati al lessico dialettale e alla cultura tradizionale, coinvolgendo classi, docenti e famiglie nella co-costruzione di contenuti. Le scuole potranno partecipare attivamente al progetto segnalando lemmi, registrando pronunce locali, creando schede culturali e stimolando il confronto intergenerazionale. Si prevede inoltre l’organizzazione di laboratori linguistici e creativi in collaborazione con le scuole, concorsi didattici e mostre virtuali che diano voce agli studenti, ai territori e ai loro racconti.
Il progetto, sostenuto anche da prestigiosi centri di ricerca linguistica internazionali (Leiden, Utrecht, Bordeaux), è coerente con gli obiettivi del PNRR – M1C3, Investimento 3.3, e con le attuali linee guida europee in tema di inclusione digitale, educazione linguistica e tutela del patrimonio culturale immateriale. Si inserisce in un più ampio disegno di riattivazione dei territori attraverso la cultura, costruendo ponti tra memoria e innovazione, tra linguaggio e identità.
Il valore aggiunto della proposta sta nel suo potenziale moltiplicativo: la piattaforma digitale non si limiterà al LEA e al DAM, ma potrà ospitare in futuro altri repertori e raccolte lessicali, favorendo la crescita di un archivio digitale del dialetto abruzzese aperto, dinamico e partecipato. La app potrà evolversi con giochi, quiz, narrazioni animate, coinvolgendo giovani sviluppatori, illustratori e insegnanti in una comunità creativa attiva.
In conclusione, il progetto non si esaurisce in un’operazione di conservazione, ma vuole essere un motore di partecipazione culturale e di educazione linguistica, in grado di parlare ai territori, alle famiglie, alle scuole e ai ricercatori con linguaggi diversi ma complementari, restituendo al dialetto la sua dignità di lingua viva, condivisa e trasmissibile.
Responsabilità scientifica:
dott. Claudio Di Felice
in collaborazione con Erica Severo
Responsabilità gestionale e tecnico-informatica:
ing. Stefano Cesinaro
in collaborazione con Angelica Di Gregorio
