Giammarco e l'Adriatico

La Fondazione Ernesto Giammarco ringrazia sentitamente il dr. Jan Casalicchio, ricercatore dell'Università di Utrecht, che con il suo gruppo di lavoro ha effettuato una donazione in memoria di Gino D'Alessandro, padre adorato della Prof. Roberta D'Alessandro: un gesto nobile e generoso che onora e mantiene vivo il ricordo della cara persona scomparsa 

Istituto per gli Studi Adriatici

 

 

 

 

 

Presentazione

Convegno CISDID in Italy

In Memory of Ernesto Giammarco

Mare Gratis di Fabio Fiori

Campagna Soci

LUCIANO DE ANGELIS

Luciano De Angelis è nato a L’Aquila nel 1932; vive a Pescara dove esercita la professione medica.

Scrive, con lo pseudonimo Dedalus, recensioni e articoli di critica letteraria.

Ha pubblicato quattro romanzi: “Un anno particolare” (prima edizione 2000; seconda edizione 2001; edizione in lingua inglese nel 2006 con il titolo “ThatOnePeculiarYear“), “Nebbia fitta” (2002), “Lampi di luce nel buio” (2005) e “Nel labirinto” (prima edizione 2009; seconda edizione 2010). E inoltre sei raccolte di poesie: “Frammenti di memoria” (2001), “Solo” (2002), “Abracadabra” (2003), “d’altro Canto” (2007), “Consonanze e Dissonanze del vivere” (2012) e “Nel vento della sera” (2015).

Assieme a Cinzia Donatelli Noble, ha scritto e pubblicato nel 2007 il saggio: “Incontri con la poesia italiana del Novecento”, adottato dalla facoltà di Letteratura italiana della Brigham Young University di Provo, Utah (USA) dove, nel 2004, è stato invitato a tenere una serie di lezioni e letture poetiche.

Nel 2009 ha pubblicato la raccolta di filastrocche: “Lapescopasqua“.

Ha vinto - tra gli altri - con la raccolta d’altro Canto, il premio internazionale di poesia “Città di Penne” nel 2008 e il premio internazionale di poesia “Giuseppe Sunseri” (Trabia, Pa) nel 2010, Ha vinto inoltre, con la raccolta “Nel vento della sera”, il premio internazionale di poesia “Poseidonia-Paestum” nel 2016. 

 

 

Le voci del mare

 

ll senso della storia

 

dalla silloge SOLO  (2000-2001), il diario poetico dell’anno più doloroso della mia vita

 

Tiepida,

dopo il fortunale notturno,

è l’acqua.

 

Al largo

mi lascio trascinare

dalla corrente

come un vecchio tronco

alla deriva.

 

Ecco

s’acquieta l’onda

e piano tra i miei rami

spumeggia.

 

sciàc

sciàc

clap

pliùp pliùp

 

Sfilano lontano

solitari,

sull’arenile umido ancora

di pioggia,

rossigialliverdiblu

gli ombrelloni

mentre

nel cielo terso

nuvole vagabonde come i miei pensieri

si rincorrono.

 

Questo è il mio mare

e quella è la mia terra

dove

le mie radici affondano.

 

A riva

il riso biondoceruleo di Francesco

mi attende

e

lo sguardo severo di Andrea,

a me tanto simile.

 

In loro mi riconosco

e ci accomuna il presente

e

le passate stagioni

e

l’avvenire.

 

Si placa

assieme all’onda

l’anima.

 

Solo

questo senso della continuità

mi dà forza e speranza,

solo

il sentimento

di appartenenza ad una stessa storia.

 

Solo

negli occhi dei miei bimbi

vedo l’eterno,

solo

nel loro sorriso mi sento

immortale.

 

 

Il topos della mia poesia è sempre stato il tentativo di analisi del mondo interiore alla ricerca di una risposta agli interrogativi esistenziali. Ma la poesia non può essere solo ripiegamento interiore: può, deve essere anche impegno civile.

 

 

 

Il sonno della ragione genera mostri

 

dalla silloge ABRACADABRA del 2003

 

Verde oggi

è l’Adriatico selvaggio

verde

come la bile

oggi

 

Nuoto a lente bracciate

nuoto e sogno

limpida l’acqua

sogno

della mia giovinezza

 

Sul fondo

in una trasparente illusione

vedo sul fondo

ancora bionda la sabbia

ondulata

come la chioma bionda

ondulata

di una fanciulla

 

Nuoto

e vischiosa si aggrappa al mio corpo

si aggrappa

come le squame ad un rettile

la mucillagine

 

Schiuma giallo di rabbia e vomita

il mare

osceni veli di plastica

il mare

ferito a morte

 

Riemergo sulla riva

trasformato

in una evanescente idra marina

 

La metamorfosi è iniziata

Il sonno della ragione

genera mostri