Giammarco e l'Adriatico

Istituto per gli Studi Adriatici

Convegno CISDID in Italy

In Memory of Ernesto Giammarco

Mare Gratis di Fabio Fiori

Campagna Soci

ANGELO DEL VECCHIO

Angelo Del Vecchio, nato in Abruzzo nel 1985, attore e scrittore, vive e lavora a Roma. Ha recitato, come attore protagonista, in vari cortometraggi e film. Ha pubblicato l’opera teatrale IOTU e il libro di poesie Parole alle Parole, prefazione di Davide Rondoni nel 2013. Ha partecipato attivamente a rassegne, letture pubbliche di poesia, festival internazionali. Suoi testi sono inseriti in numerose opere collettanee, riviste di settore e siti web. È ideatore e fondatore dell’Associazione Culturale Zoobeide, contenitore di tutte le arti per una comunicazione ecosostenibile.

 

Le onde 

 

Dove sono le onde? 

 

Tutto appare stirato 

 

Compreso il nostro sguardo 

Non ispirato

 

Dove

Le onde del pensiero

Accolgono e trascinano?

 

Dove le cose lontane si avvicinano?

 

Dove

Ondeggiamo

Sugli stagni?

 

Attenti che la vita non si bagni

 

Dove 

È facile toccare il fondo

Dove si rimane affondo

 

La metrica

Dei respiri

Responsabili

Del proprio fiato

 

Lasciano tutto o quasi al fato

 

Ne corto

Ne lungo

Stirato

 

Dentro

I denti stretti

Serrati

 

A trattenere

L’aria nei palati

 

Attenti a non soffiare delle bolle

Pur di non provocare alcune onde

 

Quelle onde

Che annullerebbero le nostre sponde

 

In questo mondo 

Allagato

 

Ognuno 

Nella pozzanghera

Del proprio isolato

 

Nessuno versa saliva

E nemmeno più lacrime

 

Nessuno cambia l’acqua

E tutti si vogliono bagnare

 

Asciugati da una terra

Che non sappiamo amare.

 

 

***

I piedi battono

Sotto le vita 

Che trattiene costumi bagnati

 

La linea che li separa

Dal mare in corsa

 

Gli sguardi lontani

Non sanno captare

 

È vietato oltrepassare

Il confine

 

Attraverso il quale

Non vorrebbero annegare

 

L’ora scandisce il tempo

col quale prendiamo le distanze

 

Rincorrendo

Le intolleranze

 

Tra L’entrata e L’uscita

Tra la vita più ambita

 

L’urgenza 

La chiamiamo

Emergenza

 

Reciproca

È la linea

 

Che separa il fondo 

Col mondo a galla

 

Ma il fondo batte sui piedi

Che non concede rimedi

 

L’ora confonde il tempo con il quale dovremmo camminare

 

E i costumi asciutti

Seccano la nostra vita

 

Per bagnarci 

Ce la facciamo addosso

Mentre si sgretola la linea in questo paradosso

Tra il nostro e loro percorso

Senza neanche la vergogna di averlo percosso.